Rileggere un classico: il Trattato di semiotica generale 40 anni dopo / Rereading a classic: Trattato di semiotica generale 40 years later

40 anni fa, nel 1975, fu pubblicato uno dei libri che hanno segnato la storia della semiotica, il Trattato di semiotica generale di Umberto Eco.
Il libro rappresentava la prima sistematizzazione organica di un sapere che aveva avuto fino ad allora molte voci ma che non era riuscito a elaborare una summa di riferimento.
Questo è quello che tenta di fare il Trattato di Eco nel 1975 e per il valore storico che ha, a quarant'anni di distanza, questo numero di Versus riflette sulla sua eredità. Dopo 40 anni cosa è ancora attuale di quella proposta? Quali ne sono state le parti più produttive? Quali teorie contemporanee (semiotiche e non) ne sono derivate?
Ci sembra rilevante che tutti i saggi contenuti in questo numero di VS si occupino della seconda parte del Trattato, quella dedicata ai modi di produzione segnica, che per molti anni è stata “sacrificata” alla teoria dei codici.
In questo decennio in cui abbiamo infatti assistito all’esplosione e al successo della cosiddetta “semiotica della cultura”, con la sua attenzione privilegiata non tanto alle strutture o ai codici che rendono possibile la significazione e la comunicazione, bensì al modo in cui attori concreti declinano e attualizzano queste strutture in situazione, sono proprio la semiotica delle ideologie, della retorica, dell’enunciazione e le riflessioni sulla soggettività (che troviamo nella seconda parte del Trattato) a diventare cruciali.

a cura di Anna Maria Lorusso, Claudio Paolucci, Patrizia Violi

Interventi di: Umberto Eco, Lucrecia Escudero, Franco Lo Piparo, Anna Maria Lorusso, Gianfranco Marrone, Claudio Paolucci, Cristina Peñamarin, Isabella Pezzini, Marco Santambrogio, Patrizia Violi, Ugo Volli.